Diritto penale dell’ambiente

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Inserito il 15/settembre/2026 da nella sezione Legale - Novità

di Enrico Napoletano

Zanichelli editore

199€

La tutela penale dell’ambiente è oggi al centro di una profonda trasformazione normativa. Con l’approvazione del decreto legislativo 21 aprile 2026, n. 81, di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1203, il sistema italiano compie un decisivo salto di qualità: si rafforza il ruolo del diritto penale nella prevenzione e repressione dei crimini ambientali, si ampliano le fattispecie incriminatrici, si irrigidiscono le sanzioni e si estende in modo significativo la responsabilità degli enti attraverso l’ampliamento del catalogo dei reati presupposto (art. 25-undecies, d.lgs. 8 giugno 2001, n. 231). A questa evoluzione si affianca l’intervento urgente del legislatore nazionale con il noto decreto «Terra dei fuochi» (d.l. 8 agosto 2025, n. 116 conv. in l. 3 ottobre 2025, n. 247), che ha profondamente inciso sulla disciplina dei reati nella gestione dei rifiuti, ridisegnando il sistema attraverso una chiara progressione di offensività: accanto al rinnovato art. 255, d.lgs. 152/2006 («Abbandono di rifiuti non pericolosi»), sono state introdotte le nuove fattispecie di cui agli artt. 255-bis («Abbandono di rifiuti non pericolosi in casi particolari») e 255-ter («Abbandono di rifiuti pericolosi»), con un significativo innalzamento delle pene e una più netta distinzione tra illeciti di natura contravvenzionale e delitti. Il nuovo d.lgs. 81/2026, di attuazione della Direttiva (UE) 2024/1203 interviene, a sua volta, sul sistema dei delitti contro l’ambiente di cui al Titolo VI-bis del codice penale, rafforzando la tipizzazione delle condotte, chiarendo il significato di «abusivamente» e introducendo nuove categorie di reato ambientale, nonché un sistema sanzionatorio più efficace, proporzionato e dissuasivo, in linea con gli artt. 3 e 5 della Direttiva europea. In questo scenario, l’opera offre una ricostruzione organica e aggiornata dell’intero sistema di tutela ambientale, ponendosi come strumento essenziale per comprendere l’evoluzione del diritto penale dell’ambiente, oggi sempre più orientato verso modelli di effettività, proporzionalità e deterrenza, anche in chiave europea. Muovendo dalle radici sovranazionali della disciplina e dai principi cardine della politica ambientale europea – precauzione, prevenzione e «chi inquina paga» – il volume analizza il progressivo superamento delle tradizionali fattispecie contravvenzionali e il consolidarsi di un sistema fondato su delitti di danno e di pericolo concreto. L’opera si articola in una Parte generale, dedicata ai principi e alle categorie del diritto penale ambientale e in una Parte speciale, che esamina in modo sistematico tutte le fattispecie incriminatrici: dai delitti contro l’ambiente del codice penale alle violazioni in materia di rifiuti, acque, aria, autorizzazioni ambientali e bonifiche, con particolare attenzione alle innovazioni introdotte dagli artt. 255, 255-bis e 255-ter del codice dell’ambiente e alle modifiche del sistema penale codicistico. Elemento distintivo del volume è l’approccio casistico: l’analisi è condotta attraverso lo studio dei principali processi penali industriali che hanno segnato la storia del diritto ambientale italiano – da Seveso a Porto Marghera, fino ai più recenti casi dell’ex ILVA – offrendo al lettore una chiave di lettura concreta e operativa delle norme.

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